Lettera ai miei concittadini
Sono Fabio Calvi, sono nato a Rivolta d’Adda l’undici novembre del 1956 e da circa 40 anni mi occupo della salute dei rivoltani, dato che sono un medico di medicina generale, il vecchio medico condotto, ed esercito la mia professione in paese.
Sono sposato, due figli grandi; ho ricoperto dal 2011 al 2021 la carica di Sindaco dopo avere svolto, in una precedente tornata amministrativa, le funzioni di Vicesindaco. Per due mandati sono stato presidente del Consiglio di Amministrazione della Scuola Materna e, dal 2014 al 2019, sono stato eletto anche in Consiglio Provinciale.
Ho inoltre assolto incarichi in Croce Bianca, nella sezione locale dell’AVIS e sono direttore sanitario in una importante realtà clinica del paese.
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Ve lo anticipo da subito: alla fine di questa lunga e, a mio avviso, importante missiva, chiederò la vostra fiducia ed il vostro voto per la mia candidatura a Sindaco del nostro paese.
Ma la domanda che mi sono fatto prima di porla a voi è questa: perché dovrei votare per Fabio Calvi e la sua lista “Rivoltiamo Pagina”?
La risposta, parziale in verità, la trovate nel “curriculum” che, come per ogni incarico di responsabilità e fiducia, ho brevemente tratteggiato sopra, non per pura vanteria, ma per sottolineare come tutte queste esperienze mi abbiano arricchito ed evoluto, ognuna a proprio modo, rendendomi in grado di analizzare e valutare, in modo sistemico, le sfide e le opportunità che un Sindaco si trova ad affrontare lungo il suo percorso amministrativo.
Ecco perché non troverete in me l’uomo della pioggia.
L’esperienza mi ha insegnato che non è possibile promettere meraviglie, non è possibile intervenire in campi che non competono ad una Amministrazione Comunale e, soprattutto, che, spesso, l’ordinaria amministrazione è quanto ci viene concesso da uno Stato che stringe i cordoni della borsa in modo sistematico.
L’esperienza è quindi un fattore importante che un cittadino dovrebbe valutare nella scelta di chi lo dovrà amministrare per cinque anni, ma non basta.
Oltre a quello che si è imparato, è fondamentale valutare quello che si ha in programma di fare per la propria comunità, di cosa ci si vuole circondare per rendere la propria esistenza migliore; in altre parole, la visione.
È la visione, quel progetto di comunità che unisce i componenti della lista “Rivoltiamo Pagina” e che mi ha convinto a ripresentare la mia persona a tutti voi.
Rivolta d’Adda deve tornare ad essere un luogo inclusivo, un luogo dove le scelte, di per sé potenzialmente divisive, debbono essere comprese, partecipate ed orientate al bene comune.
I punti programmatici che declinano la nostra visione di Rivolta saranno illustrati compiutamente in questo sito, ma anche nello spazio che abbiamo allestito in Piazza, a disposizione di tutti, e saranno spiegati a chi avrà la pazienza e la voglia di capire veramente, al di là delle promesse mirabolanti che vi investiranno nei prossimi mesi.
Mi sono rimesso in gioco perché credo in quello che faremo e credo che sarà per il bene comune, senza escludere, senza additare, senza giustificare; non abbiamo bisogno del nemico per dimostrare che la nostra proposta è quella che, onestamente, può far tornare Rivolta protagonista nel suo territorio.
Chi ha avuto la pazienza di leggere oltre la quinta riga di questa lettera spero ora sia più orientato e consapevole di una scelta che si porterà dentro la cabina elettorale.
La mia speranza, ovviamente, è che questa scelta sia nella direzione che ho delineato sin qui. Non siamo perfetti né infallibili, lasciamo ai social i dispensatori di certezze, cercheremo però di avvicinarci per quanto possibile ai nostri obbiettivi, con il vostro aiuto.


